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Sparare sulla croce rossa

Il bello per sbaglio (un giorno centinaia di ragazzine si sveglieranno in coro e si chiederanno come hanno fatto a trovarlo fico, è lampante, e il nostro teme quel giorno) Nicolas Vaporidis esce – e se o produsce da solo aò – con un nuovo film, ‘Tutto l’amore del mondo’, originale titolo che ricorda ‘Tutto l’amore che c’è’ di Rubini e altri mille tuttolamore che invadono ogni forma espressiva italiana, da Sanremo a scavare giù giù, cercando nuove frontiere della definizione del cattivo gusto e della povertà espressiva.

Sicuramente il buon Nicolis Vaporidas (sono ricascata nella mania storpianomi alla Fede, fermatemi) sarà animato di buone intenzioni, ma sarà sufficiente per pagare dieci euro al cinema, dopo aver assisitito alle diarrotiche pellicole di ‘Notte prima degli esami’? No, dai, no. Nicolas, si viene e a trovarti solo se ci porti i lupini tu, e che la sedia sia morbida, e non illuminare le coppiette con la torcia,vogliamo baciare!

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Scandalo al sole

Ogni volta che vado sul suo blog, mi bendo per non leggere questo post.

Qualcuno mi dica l’uscita, devo vederlo.

Non sto scherzando, sono in allarme

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Kate-pesa-molto

Una delle ragioni per le quali ho gioito davanti agli Oscar è stata la vittoria di Kathryn Bigelow. Non ho grosse ire revanchiste davanti alla squallida evidenza del suo primato di prima donna premiata, cosa sulla quale stenderei un velo pietoso. Ma salto dalla sedia perché:

1- Point Break. Go, Utah&Papas!

2- Kate Winslet. Quando uscì Titanic quotidiani e settimanali si riempirono di pagine impreziosite da fuffa, ricordi e memorabilia dal set. Ora, dopo aver realizzato che nella mia mente si imprimono le boiate in luogo di accadimenti ben più importanti (Umanesimo? Rinascimento? Ma nella terza puntata Brenda si faceva bionda e Dylan la calcolava lo stesso!), dalle letture di quelle sciagurate pagine conservo tre punti fondamentali:

a) Di Caprio che racconta di come sono rimasti a mollo per ore durante il proto-naufragio, e di quanto facciano male i gioielli a mollo, al freddo;

b) Il primato dell’ ‘orchestra che non smise mai di suonare’ come rimembranza strappacore più sbrindellata dall’usura;

c) Il soprannome che Cameron diede alla guanciuta Rose. La chiamava Kate-Weighs-a-Lot.

Kate-Weighs-a-Lot.

Nessuna donna, tantomeno un’attrice, sopporterebbe con ironia un simile affronto, nonostante lei si attardasse in risate e autoronia durante le interviste promozionali, probabilmente torturata con micro-scosse proprio – ah! – sul suddetto sederone, micro-scosse certamente azionate tramite apposita sedia delle torture dal potente press agent, a sua volta scartavetrato dalla casa di produzione.

Me la sono immaginata rivendicata e intenta a strafogarsi di sedani sconditi.

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